Dal 2021 si potrà accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione solo con SPID

Dal 1 marzo 2021, si potrà accedere ai servizi online di qualsiasi Pubblica Amministrazione solo attraverso SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale

Dal 1 marzo 2021 si potrà accedere a servizi online di qualsiasi Pubblica Amministrazione solo attraverso l’identità digitale SPID o la carta di identità elettronica, a stabilirlo è il Decreto semplificazioni n. 76 del 16 luglio 2020.

Questa transizione coinvolge tutta la pubblica amministrazione: nazionale, territoriale, enti pubblici, agenzie.

Il passaggio dall’accesso con credenziali standard al solo utilizzo di SPID viene anticipato dall’INPS che, dal 1° ottobre 2020, non fornirà più nuovi PIN per l’accesso al portale, fatta esclusione per i minori di 18 anni e per i cittadini extracomunitari.

SPID infatti è una credenziale digitale che può essere assegnata ad ogni cittadino italiano (o straniero residente in Italia, con regolare permesso di soggiorno), maggiorenne che ne fa richiesta – ne avevamo parlato qui.
Tutti gli altri servizi invece avranno a disposizione più tempo per adeguarsi al nuovo sistema di accesso ai loro servizi online: le attuali forme di accesso infatti potranno rimanere attive fino al 30 settembre 2021.

Il 2021 sembra essere un anno chiave per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, con una roadmap intensa, volta a semplificare i servizi ai cittadini, digitalizzando quanto più possibile, rendendo quindi possibile adempiere alla burocrazia senza doversi recare agli sportelli.

L’obiettivo del Ministero dell’Innovazione sembrava molto più lontano da raggiungere ma l’epidemia COVID di quest’anno ha premuto sull’acceleratore, rendendo alcuni servizi digitali necessari subito.

La stessa Ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, ben consapevole delle difficoltà finora riscontrate dagli Enti Pubblici ad approcciarsi al digitale ha dichiarato, stando a quanto riposta il sito Servicematica.it: “la Pubblica Amministrazione dovrà pensare in digitale. Le norme intendono dare una spinta forte, attraverso regole chiare e scadenze da rispettare, alla trasformazione digitale del Paese. È un processo, ma deve cominciare subito”.

Tra le altre novità in tema di digitalizzazione presenti nel decreto abbiamo:

  • La transizione verso possibilità di utilizzare tutti i servizi delle PA attraverso l’app IO, l’applicazione divenuta famosa ultimamente poiché volta alla diffusione delle agevolazioni previste dal Bonus Vacanze. La data del 28 febbraio 2021, in questo caso, non è una scadenza entro cui questo servizio dovrà essere attivo ma solo l’avvio della transizione verso il processo.
  • L’articolo 26 prevede lo sviluppo di una piattaforma volta alla notifica degli atti in cui cittadini e imprese potranno verificare le proprie notifiche e procedere con eventuali pagamenti.
  • Il cloud della PA: Le pubbliche amministrazioni devono migrare i propri Centri elaborazione dati (Ced) che non hanno i requisiti di sicurezza fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) verso un’infrastruttura ad alta affidabilità, localizzata in Italia.
  • Smart working: la PA dovrà dotarsi di sistemi informatici adeguati per consentire ai propri dipendenti di lavorare da remoto.

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